Le AI sfuggono di nuovo al controllo: «Azioni autonome e non autorizzate: hanno provato a ingannare gli umani». L’allame dei ricercatori britannici

Le AI sfuggono di nuovo al controllo: «Azioni autonome e non autorizzate: hanno provato a ingannare gli umani». L’allame dei ricercatori britannici

di Roberto Cosentino

 
 

Nei test dell’AI Security Institute britannico dei modelli sono sfuggiti al controllo durante dei test per attaccare GitHub e inserire codice dannoso con l’ausilio di tecniche di ingegneria sociale

Immagine generata con AI

Immagine generata con AI

 

Ci risiamo: durante dei test, alcuni agenti di intelligenza artificiale hanno cercato di portare a termine una sfida e per farlo, questa volta, hanno tentato di ingannare persone reali per inserire del codice malevolo all’interno di una piattaforma. Nelle ultime settimane sono stati condivisi da OpenAI e Anthropic i risultati di test in cui i loro modelli sono stati messi alla prova nel corso di un esercizio di sicurezza informatica monitorato. É stato accertato che si sono verificate “evasioni” dal perimetro all’interno del quale erano contenuti, così da soddisfare la richiesta iniziale. Benché il racconto delle rispettive società possa essere stato sfruttato per scopi di marketing utili ad esaltare le capacità dei modelli, a confermare però la pericolosità degli agenti in alcuni ambiti e scenari è Aisi, ovvero l’istituto di sicurezza britannico sull’intelligenza artificiale.

Le AI sfuggono di nuovo al controllo: «Azioni autonome e non autorizzate: hanno provato a ingannare gli umani». L'allame dei ricercatori britannici
 Approfondimento

Falsificazioni, bugie, «evasioni» su richiesta: gli altri casi di «ribellione» delle intelligenze artificiali (e perché ciò che è successo a OpenAI è diverso)

Cosa dice il report

Il ruolo dell’organizzazione britannica è quello di valutare le capacità delle AI e individuare potenziali rischi prima che raggiungano il pubblico. Nell’ultimo test il team – racconta in un report uscito il 4 agosto – ha individuato dei trasferimenti di dati in uscita dai propri sistemi di ricerca nel corso di una valutazione di sicurezza informatica di routine. Secondo quanto emerso dalle verifiche, alcuni agenti in esame erano impegnati in attività prolungate e potenzialmente dannose contro persone e organizzazioni. L’attacco è stato poi contenuto, è stato aperto un incidente di sicurezza e avviata un’indagine.

La richiesta di Aisi era quella di risolvere una sfida di sicurezza informatica. Una sfida ripetuta 122 volte per diversi modelli. In alcune di queste esecuzioni, un agente ha intrapreso azioni che Aisi definisce «autonome» e «non autorizzate», e che hanno messo nel mirino persone e organizzazioni reali. Su 19 azioni rilevate, 17 sono state condotte da Mythos 5 di Anthropic, le restanti da GPT-5.6-Sol di OpenAI. Di questi eventi, uno è stato il più grave: un agente ha cercato infatti di inserire un codice malevolo all’interno di un progetto open source ospitato su GitHub. Ma c’è di più: l’agente ha messo in campo tecniche di ingegneria sociale, ha creato false identità online e ha fatto pressioni sul responsabile umano affinché il codice fosse approvato. Evento che però non si è verificato, perché il programmatore ha rifiutato la modifica del codice. 

Cos’è successo 

Più nello specifico il sistema di monitoraggio dell’Aisi ha individuato alcuni dati in uscita dai sistemi di test attraverso la rete Tor, una soluzione utile a mascherare l’origine del traffico Internet e che viene usata comunemente, ad esempio, per preservare la propria identità, la propria privacy e sicurezza quando si naviga nel dark Web. Oltre a questo, l’agente ha cercato di ingannare altri agenti di intelligenza artificiale attraverso istruzioni nascoste stimate utili a portare a termine il compito da loro iniziato. Ma il comportamento più insolito è stato  soprattutto ai danni dei manutentori umani del codice, attraverso l’impiego di tecniche di ingegneria sociale. I tentativi non sono andati a buon fine, ma è interessante la scoperta del comportamento dell’agente per ingannare il personale umano. In particolare, questo elemento non è mai stato richiesto dal team, ma è stato sfruttato dall’agente per portare a termine la sfida iniziale.

Un test della gestione di un'attività economica tra ChatGpt, Claude e Kimi K3 ha portato i tre ad una guerra commerciale
 Approfondimento

Un distributore automatico gestito dall’AI: il test che ha portato i modelli a «tradire, mentire, minacciare». Il più spietato? Claude

Il parere dell’Istituto

Secondo Aisi nonostante i tentativi, nessuno ha avuto buon fine e non sono emersi danni concreti. Tuttavia, «questa è la prima volta che vediamo i rischi legati all’autonomia e all’inganno manifestarsi in modo così chiaro, senza stimoli specifici, nel mondo reale». Rispetto alle esperienze precedenti, c’è una sostanziale differenza. In questi test Aisi non ha contenuto i modelli all’interno di un ambiente di test, ovvero una sandbox, poiché per testare appieno la capacità dei modelli in esame è stato permesso a questi di accedere ad Internet. Una condizione di cui i modelli disponibili al pubblico non possono godere per portare a termine compiti pericolosi.

L’Aisi attualmente è in attesa di una revisione dei test da un ente terzo indipendente, ed è stata comunicata l’intenzione di collaborare con il Metr (Model Evaluation and Threat Research) affinché questo avvenga. L’Istituto si dice consapevole che determinate scelte iniziali siano state il preludio di questo comportamento definito grave. Ma a colpire sono i comportamenti invece nuovi e potenzialmente ingannevoli «di un’entità e gravità che non avevamo previsto». 

La difesa

In realtà, quanto emerso, non è molto diverso dalle minacce odierne, se non che questa volta sia stato condotto da un algoritmo in seguito ad un input. Quelle messe in campo dall’AI sono tecniche ben note; certo, è grave sì che arrivino da un agente, ma è quanto capita quotidianamente e portato a termine da persone in carne ed ossa per scopi malevoli, magari in modo meno automatico, con o senza ausilio dell’AI. «Considerato insieme ai recenti incidenti segnalati da OpenAI e Anthropic, questo episodio evidenzia un cambiamento nel panorama dei rischi. I danni possono derivare non solo dall’uso improprio intenzionale di modelli disponibili pubblicamente, ma anche da azioni non autorizzate compiute da soggetti competenti all’interno di un contesto di ricerca interno o con accesso privilegiato».

Fonte: https://www.corriere.it/tecnologia/26_agosto_05/le-ai-sfuggono-di-nuovo-al-controllo-azioni-autonome-e-non-autorizzate-hanno-provato-a-ingannare-gli-umani-l-allame-dei-fa187773-bb83-4930-87c4-87ead92edxlk.shtml

Altre news...

Oltre cinque anni fa, il Parlamento europeo aveva invitato la Commissione europea a presentare una proposta legislativa per contrastare le trasmissioni illegali di eventi sportivi….

Normative, Notizie

A luglio 2026 l’Autorità spagnola per la protezione dei dati ha sanzionato CaixaBank per 500.000 euro per violazione dell’articolo 25 del GDPR sulla privacy by design e by default. La causa sono stati errori banali nel Servizio di Assistenza Clienti,…

Normative, Notizie

Il Garante per la protezione dei dati personali – con il provvedimento n. 429/2026 – ha chiarito che un sistema di videosorveglianza installato da un privato per esigenze di sicurezza non può trasformarsi in uno strumento di controllo generalizzato d…

Notizie, Varie

Nei test dell’AI Security Institute britannico dei modelli sono sfuggiti al controllo durante dei test per attaccare GitHub e inserire codice dannoso con l’ausilio di tecniche di ingegneria sociale…

Notizie

Per regolarizzare le bodycam della polizia municipale non serve andare in consultazione preventiva se l’amministrazione governa i rischi e le finalità del trattamento in ambito Gdpr….

Normative, Notizie

Chatbot, deepfake e obblighi per le aziende. Paolo Benanti: «L’AI Act protegge la qualità delle decisioni sugli umani. La trasparenza è il punto zero dell’etica»…

Pronto a trasformare i tuoi sistemi tecnologici in un unico ecosistema?

Richiedi uno studio di fattibilità.

Analizzeremo il vostro sistema tecnologico di sicurezza e definiremo, insieme, il percorso più idoneo alla vostra organizzazione.

Nome *
Cognome *
Telefono *
Email *
Messaggio
Vuoi accedere ai documenti riservati? *

Copyright © 2026 | CEFITEC Srl | P.IVA e C.F. 12817760965 | REA MI-2686506 | Capitale Sociale 10.000,00 € i.v. | Codice Univoco  5RUO82D

Privacy Policy  |  Cookie Policy  |  Credits