L’entrata in vigore piena della Direttiva NIS2 nel contesto normativo italiano ridefinisce radicalmente il modo in cui le organizzazioni devono affrontare la gestione del rischio informatico e fisico. Non si tratta più di adempimento formale, ma di una trasformazione strutturale della governance della sicurezza.
La Direttiva NIS2 (UE 2022/2555), recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, amplia significativamente il perimetro dei soggetti obbligati. Rispetto alla NIS1, il numero di settori regolamentati passa da 7 a oltre 18, includendo ora anche la gestione dei rifiuti, la produzione alimentare e i servizi postali. Le organizzazioni classificate come “essenziali” o “importanti” devono implementare misure di sicurezza proporzionate al rischio entro tempistiche stringenti.
Per approfondire il quadro normativo completo, si rimanda al portale ufficiale ACN dedicato alla NIS2 e alle linee guida tecniche pubblicate dall’ENISA.
Uno degli aspetti più rilevanti della NIS2 è il riconoscimento esplicito che la sicurezza informatica non può essere disgiunta dalla sicurezza fisica. Gli articoli 21 e 23 impongono misure di sicurezza che coprono tanto gli ambienti digitali quanto quelli fisici — un approccio che CEFITEC ha adottato come paradigma fondante della metodologia T-ERP ben prima che diventasse obbligo normativo.
Questo significa che i sistemi di controllo accessi, videosorveglianza e rilevamento intrusioni devono essere integrati nei piani di incident response e nei processi di business continuity, in modo che un evento fisico venga automaticamente correlato con il monitoraggio cyber.

La NIS2 introduce obblighi di notifica degli incidenti significativi con tempistiche molto ridotte: pre-notifica entro 24 ore, notifica completa entro 72 ore e relazione finale entro 30 giorni. Il CSIRT Italia diventa il punto di riferimento operativo per la gestione delle notifiche, con poteri di indagine e sanzione sensibilmente rafforzati rispetto al regime precedente.
Le organizzazioni che non dispongono di un SIEM integrato con playbook automatizzati troveranno difficile rispettare queste tempistiche. L’automazione della detection e del reporting non è più un’opzione tecnologica, ma un requisito di compliance.
Il modello T-ERP di CEFITEC si traduce in un piano strutturato in tre fasi per la conformità NIS2: assessment del rischio e gap analysis normativa, progettazione dell’architettura di sicurezza convergente e implementazione delle misure tecniche e organizzative con audit continuo. Ogni fase produce documentazione conforme ai requisiti di rendicontazione imposti dalla direttiva.